Bruno Ruffo

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Il 10 febbraio 2007 moriva a Verona Bruno Ruffo, vincitore del titolo mondiale di velocità nel 1949, 1950,1951 rispettivamente con le moto Guzzi e Mondial. Fu anche corridore automobilistico,  si ricorda, infatti una partecipazione alla Mille Miglia con l’Alfa Romeo. Infine, nel 1953,  il ritiro dall’attività agonistica dopo un grave incidente riportato sul circuito del Tourist Trophy all’isola di Man.

Di lui mi rimane il ricordo di una giornata sportiva particolare. Negli anni ’70 Montagnana era famosa per la sua pista “Prato della Valle” in virtù di una caratteristica che la contraddistingueva dalle altre località nelle quali si praticava lo speedway: la lunghezza del tracciato. Il circuito, originariamente un ippodromo, era un ibrido tra “pista corta” e “pista lunga” ed era proprio  in questa  atipicità il suo indiscutibile fascino: la velocità che si poteva ottenere garantiva spettacolo ed emozioni.

In quei tempi il terrapieno del Prato era sempre gremito e fu in occasione di una competizione internazionale che conobbi il campione Bruno Ruffo; persona affabile e cortese, desiderosa di conoscere nei dettagli una specialità sportiva sconosciuta.

Durante la breve visita ai box rimase incuriosito dall’abbigliamento di gara, come le maschere sotto-casco usate in gara per proteggere dai sassi e dalla sabbia o la scarpa di ferro indossata sotto lo stivale sinistro per un miglior scivolamento in curva dello stesso piede di appoggio. Ma soprattutto, e qui emerse tutta la sua perizia ed esperienza, rimase affascinato dalla tecnica dei motori utilizzati: Jap, Eso, Jawa. Qualche breve scambio di opinioni con i meccanici sul calcolo dei rapporti e della catena o sul tipo di alimentazione, con i piloti sullo stile di guida con l’immancabile classica domanda -“…come si poteva entrare in curva ad oltre 100km/h ed uscirne in piena derapata e senza freni?”- Poi… tutti aggrappati alla rete di recinzione per vedere le prime partenze e le prime manches.

Quella giornata, tuttavia, aveva in serbo una seconda piacevole sorpresa, quasi un passaggio simbolico di consegne tra campioni per un augurio che non sarebbe stato disatteso. Il Prato della Valle vedeva esibirsi, per la prima volta in Italia, John Tiger Louis, capitano dell’Ipswich team, nuovo astro nascente della British League e futuro pluricampione del mondo nello speedway a coppie e a squadre. E questa è tutta un’altra storia…

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